
Febbraio 28th, 2008 by

GLS
| Provo una sensazione piacevole è come essere immerso nel liquido amniotico. Le pulsazioni sono rallentate e respiro a fatica. Nelle estati calde, con percentuali di umidità elevate, fatico a respirare nel sonno e rivivo quei drammatici momenti col ricordo della silhouette tremolante dell’Ancestrale e del sole, una palla sfilacciata alta nel cielo che tenta di farsi strada tra la fitta coltre di nebbia. Sento in lontananza i rintocchi della campana che segnano la cadenza di quegli istanti della mia vita, è l’equipaggio che mi sta cercando non si da per vinto. Uomo in mare! sono a poppa indaffarato a issare le reti a bordo e poi le gelide acque del mare mi avvolgono in una morsa dai denti d’acciaio. La poppa del peschereccio si allontana come se stesse salendo in cielo e il suono ritmico della campana ormai è solo un eco nella mia testa. In un estremo barlume di coscienza mi rendo conto che non è un riflesso ciò che vedo ma la poppa dell’Ancestrale ferma in superfice, sono io che mi sto allontanando, sempre più in fondo. I ricordi di una vita scorrono impazziti. Chiudo gli occhi. Mi lascio andare. |
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| Mi sveglio di soprassalto estraniato. Mi ci vuole un pò per tornare coi piedi per terra e scoprire che sono a casa mia, nel mio letto. E ogni volta mi chiedo come un sogno possa essere così reale. O al contrario quanto la realtà riusciamo a spacciarla per un sogno evitando di ricordare. Fingendo che non sia mai accaduto. Per non soffrire. Ricordi di una vita passata? visioni del futuro? chi lo sa? intanto sta albeggiando e la routine quotidiana mi richiama all’ordine. Mi vesto lentamente ancora assonnato e in preda ai ricordi. La cerata gli stivali i guanti oggi farà freddo in mare, le previsioni meteo lo danno molto agitato e per una bagnarola come l’Ancestrale non è poco… |
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Febbraio 26th, 2008 by

Abusx
Mentre stai chiudendo gli occhi
mentre scavi dentro te
e il rumore si dissolve
senza farsi attendere
senza farsi vincere
ti sfioro con le dita
e voglio che sia tu ad addormentarti
lasciando che il sonno ti liberi…
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Febbraio 25th, 2008 by

Daniele Robotti
| I Retriever: sono i cani da riporto; come queste due Golden, in attesa che il loro conduttore dia il segnale per il lancio verso la preda da riportare. Oggi la preda non è più il selvatico abbattuto, ma un dummy, un salsicciotto di tela imbottito. In questo piccolo reportage le immagini di una giornata passata in loro compagnia. |
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Febbraio 21st, 2008 by

GLS
Sono piccole fiammelle solitamente di colore blu, che si manifestano a livello del terreno in particolari luoghi come le paludi e gli stagni nelle brughiere. Il periodo migliore per osservarli è nelle fredde sere d’autunno.
La loro origine non è del tutto chiara ma l’ipotesi più probabile è che si tratti di fiammelle derivate dalla combustione del metano e della fosfina dovuta alla decomposizione di resti organici. I pochi testimoni di questo fenomeno affermano però, che i fuochi fatui siano freddi e questo porterebbe a pensare che non si tratti di una vera e propria combustione dei gas.
Le leggende sui fuochi fatui sono moltissime. Nell’antichità si ritenevano la dimostrazione dell’esistenza dell’anima. |
| da Wikipedia |
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| Ogni mattina alle 5 attraverso il letto del fiume per recarmi al lavoro dall’altra parte alla fornace. E’ buio e fa freddo in questo periodo dell’anno ma nelle giornate di cielo limpido c’è abbastanza luce per vedere dove mettere i piedi. Nel silenzio che mi circonda ascolto i miei passi affondare nella palude, i predatori notturni sono a caccia e i loro versi gutturali mi tengono compagnia. In questo breve tragitto mi isolo dal resto del mondo alzando barriere attorno ai miei pensieri più intimi e riaffiorano antichi ricordi d’infanzia. I primi approcci col fiume, la scoperta dei suoi segreti. Come due fuochi fatui si accendono nella memoria danzando davanti ai miei occhi. Due fiammelle dal blu intenso che giocano a nascondino con l’oscurità. Non conosco i loro nomi ma ricordo i loro volti. Volti di giovani ragazze felici. Tendo la mano nell’oscurità voglio toccarle. Delicatamente le fiammelle si appoggiano sulla mia mano e un lieve senso di calore mi pervade. Ero piccolo e conservo vaghi ricordi di loro. Le vidi quell’anno e mai più. Le incontravo nel fiume e mia madre mi metteva in guardia: “attento alle streghe.” In realtà erano due angeli finiti non so come da queste parti. Mi tenevano compagnia lungo il tragitto attraverso il fiume tra casa mia e la scuola. “Saremo sempre con te” mi dissero ma un bel giorno scomparvero. Io continuo ad attraversare il fiume tutti i giorni anche la domenica quando la fornace è chiusa. Sento la loro presenza accanto ed io sto bene. Quando sono qui sono al sicuro. Nulla mi spaventa. Nemmeno la morte. |
| Photo by Claudio Parente “Swaily” Lyrics by GiLS |
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Febbraio 20th, 2008 by

Massimo De Dominicis
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Accomodati…. questo è il salotto del BarEden. Racconta le Tue storie fotografiche, i tuoi reportage i tuoi racconti fantastici, le tue poesie…. con un’immagine.
Questo è il Bar… un gruppo di amici ai quali ti puoi aggiungere anche Tu. Non siamo dei Capa e neanche parenti lontani di Henri Cartier-Bresson e ci piace, per questo, prenderci anche in giro, ridere e scherzare su ciò che facciamo.
Passa di quì e vienici a trovare. Se ti siedi troverai sempre qualcuno con cui trascorrere qualche minuto o chiedere informazioni su ciò che più ti interessa.
Ma soprattutto troverai sempre un amico con cui fare quattro chiacchiere!
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