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    Il fantasma della follia, un anno dopo.

    Aprile 23rd, 2008 by Manuela Innocenti
    (Il fantasma della follia.)
    Un pezzo di vita, un luogo dell’anima …In una dolce mattina di aprile si incontrano due pezzi di storia, due anime unite e separate da un cancello. Io sono testimone casuale di questo incontro… osservo, ascolto, “sento”.
    Il signor F. , ottantenne, ex caposala del Manicomio; il signor T. , novantenne, uno degli ultimi internati.
     

     

    Mentre il signor F. mi racconta decine di aneddoti, alcuni tristi, altri divertenti … mentre parla dei suoi anni passati nel manicomio ad accudire gli ospiti, imboccarli, coccolarli, sgridarli, stimolarli, curarli, amarli … aituarli nella loro semplice piccola esistenza di progionieri, mentre mi parla di NOF4 alias Oreste Nannetti , dei suoi graffiti; come graffi nell’anima, del suo diario inciso nella pietra, dei suoi silenzi e del suo comunicare attraverso segni, mentre mi racconta della vita all’interno dei padiglioni, delle ore di libertà nel cortile…

    … del bicchiere di vino o della sigaretta concessi agli internati, delle loro proteste, della loro forza, della loro sensibilità, … dolcezza, aggressività, immobilità, agitazione, ribellione, speranza, memoria; delle loro vite perse per sempre oppure recuperate, delle loro famiglie dimenticate… dei loro desideri, le lettere mai ricevute, le lettere mai spedite.
    Di quelli piu pericolosi legati ai letti con fasce alle caviglie e ai polsi, di quelli docili e silenziosi, di quelli che si credevano scienziati, ministri, re. Delle camicie di forza, delle scarpe chiodate…
    Anime spesso trovate appese al cancello in cerca di una via, di una vita.
    Anime.

    In questo luogo e in questo tempo sono testimone di una storia passata ma sempre così viva nel ricordo di chi l’ha vissuta, di qua e di là dal cancello, una storia cosi forte, ancora nitida nei ricordi … ricordi dettagliati, precisi, spesso commoventi.
    Negli occhi del signor F. leggo tristezza, nostalgia…. dolore. Amava i suoi ospiti, amava occuparsi di loro, amava regalare una caramella in cambio di un sorriso.

    Mentre accade tutto questo…. arriva, come in un fantastico appuntamento col destino, il signo T.
    Ultimo degli ospiti… novant’anni e ancora la voglia di salire ogni giorno fin lassù, il suo posto, la sua casa.

    Rovista nell’erba, pare cercare la sua memoria perduta… risponde al mio saluto solo con una smorfia… mi avvicino, gli sorrido, lo chiamo per nome… lui mi guarda un attimo poi torna al suo “lavoro”…
    riordinare tutto, pulire, sistemare… Non troverà mai la sua memoria, la sua storia, la sua vita, … ma questo forse lui lo sa.

    Il signor F. gli si avvicina , gli offre gentilemnte una sigaretta che lui accetta senza esitare, borbotta che la fumerà poi, e se la mette in tasca.

    E’ un attimo, poi torna a pulire, riordinare, rovistare.
    Saluto il signor F. e saluto il signor T., oggi è stato un giorno speciale per me.

    Ho incontrato la storia… non solo foto, finalmente; ma parole, ricordi, emozioni, sguardi, commozione, tristezza e gioia, … nostalgia.
    La loro casa è sempre qui, distrutta, pericolante, vuota e silenziosa… ma loro non smettono di tornarci. 

    La loro anima è qui, il loro cuore è qui.
    Anche un po’ del mio, adesso.

     

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    8 Risposte

    1. danirobotti Says:

      Bel racconto, la mia preferita è lo scatto con il Signor F. e il Signor T. assieme nel viale, il Signor F. con le mani dietro la schiena da un senso di sospensione all’immagine molto bello.

      Daniele

    2. soniab Says:

      Bella esperienza e quel bosco intricato dietro, foto con luci ed ombre ben marcate luci ed ombre della loro esistenza
      Sonia

    3. GLS Says:

      da brivido… brava Manu ottimo lavoro. Immagini e pensieri che si intrecciano e si incontrano come le vite di Signor F. Signor T. e la tua, non semplice osservatrice ma testimone.

    4. Nathan Neumann Says:

      Mi tocca profondamente, ancor più del primo articolo.
      Meno “spettacolare” forse, ma più vero.
      Scorrono dentro queste immagini assieme alle tue parole.
      Brava non è la parola giusta, quindi semplicemente….grazie.

      ciao
      Nathan

    5. Massimo De Dominicis Says:

      Mi vola il pensiero a tutti i Signor T che non hanno mai avuto vicino un Signor F….
      Ma ancor di più, devo dirlo con una lacrima agli occhi, al quel “signor t” che è stato dentro di noi, che potrebbe ancora essere dentro di noi e non ha mai incontrato il “signor f” pronto ad offrirgli una sigaretta.

    6. urania Says:

      Sono stata 4 gg senza connessione, ora torno e trovo questa gradita sorpresa, … sapere che un po’ sono riuscita a donarvi quella intenssa, forte emozione che ho provato io.
      Grazie

    7. lorcarg Says:

      Bè che dire Manuela…. era toccante il primo reportage, ma quà come dici tu ci si lascia anche il cuore… complimenti ancora!
      Lorenzo

    8. Swaily Says:

      E’ come entrarsi nell’anima questo viaggio. Ha ragiona Max credo, fa pensare a tutto, anche ai nostri Signor T e Signor F che chissà dove sono, dentro di noi a cercarsi da tempo.
      Bellissimo lavoro Manu, più introspettivo del primo, più “cuore”.

      Claudio.

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