Vera Grana D.O.C.
Massimo De Dominicis
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| Ho ricominciato a scansire vecchi negativi e diapositive che ho scattato molti e molti anni fa. Forse perchè la fotografia ha un valore affettivo legato alla propria storia, ma rivedere scatti di circa 30 anni fa nascere emozioni forti. Una semplice immagine fa rivivere come in un film la propria storia…. come una scintilla può accendere una fiamma, un’immagine mi fa viaggiare nei percorsi della mia vita. E poi signori! Questa è grana D.O.C  |
| Pentax ME Suoer - Ilford 400 ASA - Enrico |
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Maggio 3rd, 2008 at 22:53
Oggi fa sempre un certo effetto vedere un’immagine da negativo, ho riconosciuto i puntini e un filo di polvere, ricordo il pennellino con gli inchiostri per il ritocco, la pulizia della striscia di sei negativi prima di metterla nell’ingranditore.
Mi vien da pensare che siamo come quelle persone che sono passate dall’aereo a elica allo Shuttle.
Beh direi che siamo dei privilegiati, almeno per aver vissuto nel piccolo mondo della fotografia questi due passaggi: camera oscura > monitor.
Sviluppavi e stampavi personalmente ?
Bella istantanea.
Daniele
Maggio 3rd, 2008 at 23:15
Privilegiati? Non saprei… è come dire che chi nasce prima è privilegiato.
Bho! forse siamo dei nostalgici, forse il fatto che ci ricorda la nostra gioventù significa molto.
Comunque ricordo con piacere il momento dello sviluppo e poi tutti i rituali per allestire la camera oscura….
SI Dan… sviluppo e stampa. Mi ero comprato tutto in un negozio che vendeva materiale proveniente dalla Russia.
Poi mi ero studiato tutto in un CORSO DI FOTOGRAFIA… ora è impacchettato giù nel Box insieme ad una raccolta di fotografi che facevo allora. Ho provato anche a sviluppare Diapositive ma con risultati non troppo buoni.
Comunque sono contento di avere scattato anche in quegli anni…. ora per me, quelle foto, hanno un sapore forte.
Maggio 3rd, 2008 at 23:26
Enrico? si mi ricordo l’ho nella galleria dei ritratti “carbon”, ne è passato di tempo vero? certo che questo bn in digitale è un miraggio. Fai bene a digitalizzarli, massima qualità mi raccomando.
Maggio 4th, 2008 at 16:36
Privilegiati nel senso che abbiamo due esperienze fotografiche completamente diverse rispetto a chi ha iniziato a far foto in questi ultimi 10 anni.
Quella della camera oscura è un’esperienza forse inutile oggi, chissà , però mi piace pensare di aver fotografato anche in quel modo, non è questione di nostalgia che non ho assolutamente, anzi fosse per me avrei voluto far digitale già trent’anni fa se fosse stato possibile.
Io usavo un ingranditore Meopta 6×9 con 50mm. Schneider, che adesso riposa in uno scatolone sopra un armadio, tempo fa avevo scritto di come mi piacerebbe tirarlo giù e montarci dentro una slide da proiettare da qualche parte, così, è un bell’oggetto.
Daniele
Maggio 4th, 2008 at 17:58
io non ho mai provato la camera oscura ero uno di quelli che portava i rullini di negativi e dia al negozio. Ora mi sono liberato di un peso. Faccio tutto io. Basta dia rigate! me lo son chiesto in passato tante volte che senso avesse spendere un patrimonio in attrezzatura fotografica per portare a sviluppare il rullo nello stesso labo dove sviluppavano anche le usa e getta! c’è differenza di costo iniziale? dammi la possibilità di un trattamento migliore, più costoso magari ma senza righe almeno quelle
Maggio 5th, 2008 at 06:38
Bella foto Max , bel racconto . Come dico sempre io le foto vanno stampate proprio perchè tra 30 anni sapranno regalarci emozioni che un supporto digitale desueto ed illegibile non potranno mai .
Ciao