La muta del “buchetto”…

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I Ceri, lasciata da poco più di un minuto Piazza Grande , fanno gli ultimi metri in piano alla massima velocità. E’ appena passato il Cero di S.Ubaldo, la muta di S.Giorgio è pronta a dare il cambio, quando il Cero sfila entrano nei loro posti assegnati, il capodieci guarda a sinistra e a destra che tutto sia a posto…
La muta entrante si infila e comincia correre togliendo con il braccio i compagni ormai sfiniti. Il ceraiolo in primo piano esce insieme al suo braccere mentre il braccere entrante cerca la spalla di quello che è già sotto… I ragazzi si appoggiano al muro con l’adrenalina e il cuore a mille, quasi sorpresi di essere vivi… Un compagno accarezza il coraggioso ancora sotto shock…
Non sono passati che 4 secondi e i ceri già girano verso la micidiale strettissima via sterrata (10 cm di tolleranza dai muri) che li porterà alla cima dopo 3 km di terrificante salita. Se qualcuno vuole sentire a pochi centimetri i rumori, la polvere, gli odori di 800 anni di coraggio venga a Gubbio un 15 Maggio di qualsiasi anno.


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Gli ultimi 30 secondi…

Come erano il tempo, la luce, le ombre

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Sul fondo monocromatico del cielo…

Sul fondo monocromatico del cielo la bellezza si libera nell’aria con un gesto di pura gioia. Il fotografo non solo è li per rubare per sempre quel momento, ma nell’intimo del suo piccolo potere digitale ne esalta la purezza di quei pochi irripetibili millesimi di secondo.

Sul fondo monocromatico del cielo la bellezza si libera nell’aria con un gesto di pura gioia. Il fotografo non solo è li per rubare per sempre quel momento, ma  nell’intimo del suo piccolo potere digitale ne esalta la purezza di quei pochi irripetibili millesimi di secondo.

Sul fondo monocromatico del cielo la bellezza si libera nell’aria con un gesto di pura gioia. Il fotografo non solo è li per rubare per sempre quel momento, ma nell’intimo del suo piccolo potere digitale ne esalta la purezza di quei pochi irripetibili millesimi di secondo.

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L’immagine latente con carboncino e linee brillanti

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Andrea Guerreri

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Tramonti

I tramonti sono belli ovunque… ma il mare è una tavolozza che cambia ogni giorno e quasi mai ne capita uno uguale. Ma quando aspetti il ritorno degli amici che tardano c’è qualcosa di più forte che ti fa apprezzare l’istante e quella luce. Anche l’ora dell’addio alla vacanza è unica e se hai la fortuna di avere con te una macchina fotografica è un ricordo per sempre.
La corsa al tramonto nella Baia delle Mante

La corsa al tramonto nella Baia delle Mante


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Il Fiocchetto a S. Antonio


La mattina del 15 maggio da circa 900 anni i Ceri girano per Gubbio per la Mostra. I ragazzi di S.Antonio dall’inizio del secolo scorso fanno mettere un fiocchetto portafortuna alla Statuina del Santo da una delle Religiose dell’Astenotrofio in Piazza Bosone.. Per farlo occorre sollevare i 282 kg. del Cero ben oltre le spalle dei Ceraioli.. Tanto oltre, che occorre tenere questa specie di torre di legno alta 5 metri con la punta delle dita.. Credetemi è una specie di follia che solo un vero miracolo fa ripetere ogni anno…
Qua alcune foto della Corsa di ques’anno..

Andrea Guerreri
Ho letto da qualche parte che la foto è interpretazione; di chi ferma l’attimo e di chi in un secondo tempo se ne impossessa. Il concetto non si discosta dall’idea originale di Andrea anzi lo amplifica con dei close-up sulle mani: un groviglio di mani e di sguardi ma soprattutto di mani, dita di adulti e bambini. La fatica di una mano di un bambino che sorregge la torre di legno e la speranza di una mano che non arriva a sorreggere la torre di legno. Non lascia spazio a letture differenti la forma quadrata del puzzle che ricalca quella di ogni singolo frame, ad indicare il ripetere dell’azione nel tempo… da circa 900 anni.
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Gli occhi del Kenia


Il Kenia è, o forse era, una delle tante illusioni di una certa umanità che ci dicono sia ora la maggioranza. I turisti, specialmente gli italiani, sono confinati nei villaggi iperprotetti da doppie cinture di sicurezza con la garanzia del cibo, del gas e dell’elettricità; in pratica una prigione dorata per banche ambulanti. Ogni turista è una banca ambulante perchè con quello che ha addosso, dalle scarpe alla forcine dei capelli potrebbe risolvere per paio di mesi i problemi di una famiglia. Il confine ideale fra noi e loro è molto più di una nazionalità o una condizione economica ed è qualcosa che percepisci ogni volta che esci dal villaggio. La “maggioranza” dei turisti lo interpreta come “emozione del pittoresco”, noi della minoranza, come angosciosa condizione umana. In Africa la vita è una specie di miracoloso evento che si ripete per tutti ogni mattina. Da noi la felicità è staccare un assegno per qualcosa di bello ed inutile.. per loro è semplicemente essere ancora vivi quel giorno. E si vede dagli occhi.
Rambo è un Beach Boy in prova senza il patentino per accompagnare i turisti, se c’è qualcosa da spartire a lui tocca quello che resta. E’una condizione che gli si legge negli occhi.
I Bambini di Mere vengono utilizzati per truffare i turisti con i famosi quaderni penne e straccetti usati che loro neanche vedono.
La mamma (sedici anni..) ride perchè abbiamo portato delle stupide caramelle al bimbo.
No.. non andrò più in Africa.

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Le persone di Cefalonia


Il viaggio di Andrea in Cefalonia si conclude con “Le Persone”. Quattro scatti “ricordo”. Interessante capire il meccanismo di una foto quando passa da “ricordo di vacanza” a “qualcosa di più…” come le immagini precedenti. La capacità di raccontare una storia o semplicemente il fatto che rimanga in piedi da sola estrapolandola dal contesto.
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Assos: Appartamenti Arriva la Mamma

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Le cose di Cefalonia


Seconda parte del reportage di Andrea su Cefalonia “le cose”. Le cose curiose del lustrascarpe che usa gli attacchi a vite delle lampadine rotte come tappi per le bottigliette. Le cose arrugginite dell’ultimo pescatore. Le cose badate dal cane in malinconica attesa sull’uscio della porta di casa. Le cose lasciate sul posto di villeggiatura e quelle che rimangono dentro al viaggiatore, portate in valigia accanto ai ricordi materiali della vacanza. Ogni foto un racconto.
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Ad Assos già allora era rimasto un solo pescatore… che i greci amano molto di più allevare bestiame..

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Cefalonia “Assos i colori analogici”


Una delle mancanze (naturali .. in quanto si potrebbe correggere via soft..) del Digitale è la profondità di colore delle invertibili. Gli scatti hanno 10 anni e provengono da una F50 e Nikkor 35/70 ed Elite 100.
Questa è Cefalonia ed esattamente la costa che si affaccia direttamente in mare aperto lungo la direttrice del Maestrale. Nelle ultime ore (di quella che è appena qualcosa di meno di una tempesta) di mareggiata se è mattina ed il sole è intorno alle 11 c’è questo fenomeno di incredibile saturazione di colore. Le macchie nere e bianche sull’acqua non sono ombre o raggi solari ma particelle di terra o sali che la corrente a smosso dal fondo basso.
Posso garantire con assoluta onestà che la percezione visiva era addirittura più forte di quando mostrano le foto.. che non sono state ritoccate e che sono state scannerizzate con il metodo più rispettoso possibile del profilo colore.
Cefalonia è un posto magico pieno di storia (e accertato che la vera patria di Ulisse non fosse Itaca ma Luxuri..) e di enormi devastanti tragedie che hanno contribuito a trasportala quasi intatta fino ai giorni nostri.
Quando nel 97 sono state scattate queste foto erano state appena restaurate alcune case e c’era finalmente il latte e il pane fresco ma niente benzina e spesso anche l’acqua.
La serie proseguirà con “le persone” e “le cose”….
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Assos dalla Punta della Poetessa

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