Oliviero Toscani è fotografo e personaggio del nostro tempo. Si può amare od odiare… può esserci simpatico od antipatico; Non si può dire che ogni sua campagna pubblicitaria non abbia fatto discutere, spesso creando due schieramenti opposti.
Per fortuna che sul Web c’è sempre qualcuno che va alla scoperta di qualcun altro…. Trovo molto bella l’intervista che Eugenio Carretti, una nostra vecchia conoscenza, ha Confezionato pertevacphotofacendoci conoscere Giancarlo Rado, altrimenti, per me, perso nel mare magnum di Flickr. Trovo molto belle le motivazioni che portano a realizzare uno stile fotografico di estrema semplicità ma molto efficace. Ogni suo scatto è una storia che racconta di Gente…
Con soddisfazione ed orgoglio segnaliamo un articolo dedicato a Monica Silva sul sito Nital.
Monica è una nostra vecchia conoscenza. Basta fare una ricerca con il suo nome tra le pagine del nostro Bar per poter trovare articoli e foto che noi già da tempo avevamo portato all’attenzione.
Noi naturalmente facciamo sempre il tifo per Lei e per il bel percorso che sta facendo, facendosi conoscere sempre più dal grande pubblico degli appassionati di fotografia.
Inutile dire che noi aspettiamo sempre che ci metta a disposizione qualche altro suo bel lavoro.
I frequentatori di BAREDEN, quelli che da più tempo ci leggono, ricorderanno sicuramente degli articoli che abbiamo dedicato a Giuseppe Palmas, noto fotoreporter cesenate scomparso 30 anni fà. Ci siamo incontrati più volte con Roberto Palmas, il foglio, che sta portando in giro per tutto il mondo il prezioso archivio fotografico del padre.Per chi li avesse persi ecco i link;
Vogliamo, allora, continuare ad interessarci di Giuseppe e dell’opera di divulgazione delle sue immagini, veramente stupende, che sta facendo Roberto.Ed allora ci potremo gustare un documentario su Walter Chiari con la partecipazione di Roberto Palmas.
Andrà in onda mercoledì 23 gennaio 2008 alle ore 18.10 sul canale 315 Sky Cinema Classic (e replicato diverse volte nei giorni seguenti) il documentario “Meglio esser Chiari”.
E’ il racconto di un viaggio nel passato che il figlio di Walter Chiari, Simone Annichiarico, ha compiuto per ricordare il padre.
Grazie a sorprendenti e informali visite ai protagonisti della vita privata del padre, alternate a quelle di colleghi e pigmalioni della sua carriera, Simone ricostruirà la storia che preferisce, di certo la più giusta e la più vera, sul Walter Chiari pubblico e privato.
Al programma ha partecipato come attore anche Roberto, figlio del fotoreporter cesenate Giuseppe Palmas, scomparso 30 anni fa. L’occasione è nata dopo che Roberto ha reso disponibili alla produzione diverse foto del celebre attore scattate dal padre negli anni ‘50.
Invece di citare la fonte delle immagini nei titoli di coda, l’autrice del programma Alessandra Galletta ha chiesto al figlio del fotografo di partecipare direttamente al documentario attraverso una scena, girata in un albergo di Cervia, in cui Roberto dona a Simone alcune fotografie di Walter Chiari scattate da Giuseppe Palmas.
I due celebri genitori erano molto amici e l’attore spesso andava a trovare il fotoreporter nella sua casa di Cesenatico durante l’estate.
Venerdì 18 gennaio p.v. alle ore 11.00 Roberto parteciperà anche alla conferenza stampa di presentazione del programma a Milano, presso lo Spazio Oberdan.
Su "minima photographica" una interessante intervista a Stanislao Farri compositore di immagini. "ho iniziato per caso, gli altri dipingevano io non essendo capace ho trovato più semplice fare foto…" "quando iniziai nel professionismo mi dissi: non devo essere io a cercare il lavoro, sono le foto che devono portarlo…" "non conta ieri perché è passato, conta la foto che devo ancora fare…" "fotografo principalmente per me, il riconoscimento me lo dò da solo, se poi le foto piacciono agli altri bene altrimenti che se le facciano loro…" "se avessi 20 anni di meno mi tufferei nel digitale perché è il futuro della fotografia, con quali risultati non so…" "se da una foto di paesaggio tagli tutto e lasci un particolare di un albero la composizione regge, se da una foto astratta togli 2cm crolla tutto…" Nella sua straordinaria semplicità un insegnamento per tutti. Ascoltatela fino in fondo. Sul sito di "minima photographica".
L’intervista di Roberto Palmas a Radio Vaticana…. Download link
Potete ascoltarla mentre guardate le foto.
Vorrei subito fare una premessa…
Qualche volta potremo sembrare monotematici, nel senso che vi sarete accorti che uno dei fotografi più menzionati in queste pagine è sicuramente Giuseppe Palmas….. scomparso nel luglio del 1977. Secondo me uno dei fotoreporter Italiani più importanti degli anni 50 e 70. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere il figlio Roberto che sta portando in tutto il mondo le opere di suo Padre facendo mostre ed esposizioni in gallerie prestigiose e comunque dove si presenta l’opportunità per esporre i suoi scatti…. oltre che a fare un’impegnativo lavoro di salvataggio e archiviazione su supporto digitale degli oltre 100.000 negativi lasciati in eredità. Sono sicuro che se avrete l’occasione di vedere le foto di Giuseppe e conoscere il figlio Roberto capirete perchè ci piace seguirli.
Quindi colgo l’occasione di salutare Roberto da queste pagine ringraziandolo del catalogo della mostra che si è svolta dal 1 aprile al 3 maggio alla SHOO GALLERY DI NEW YORK, catalogo che mi ha donato in occasione del nostro incontro, la settimana scorsa, al FOTOGRAFIA FESTIVAL di ROMA, retropsettiva di suo padre dal titolo POLESINE 1951 e di cui mostrerò le foto dell’evento. (questa è la copertina del catalogo avuto in regalo ed una delle foto esposte nella mostra POLESINE 1951)
.
-
Ho chiesto ad Anna se avesse avuto il piacere di accompagnarmi alla mostra di Giuseppe Palmas che si teneva alla stazione Termini. Mi avrebbe fatto piacere… anche perchè sarebbe stato il mio supporto psicologico…. bhe! si! mi ero impegnato a documentere l’evento per gli amici del Bar. Insomma una vera responsabilità .
Poi mi sarei dovuto incontrare con Roberto che ancora non conoscevo se non in fotografia, dai racconti di Gianlca e scambiando alcune mail. Sono abbastanza emotivo e un appoggio morale mi ci voleva. Tra l’altro andare a vedere una mostra già mi emoziona di per sè.
Arriviamo alla Stazione Termini e cerchiamo il civico 34 di via Giolitti. Entriamo… devo dire che non ero mai entrato in questa ala della stazione e sono rimasto sorpreso di questo grande spazio situato al piano superiore. Subito mi son reso conto della “portata” della mostra. Altri fotografi esponevano i loro lavori insieme a quelli di Giuseppe Palmas, una retrospettiva intitolata POLESINE 1951….. un reportage che documenta una delle grandi tragedie italiane del dopo guerra, causata dallo straripamento del Po.
Ora mi sarei dovuto incontrare con Roberto…. pensavo di avere il vantaggio della sorpresa in quanto lui non mi aveva mai visto se non in qualche fotografia in cui mi vedo poco e male. Armato della mia fida reflex ero pronto per cominciare a fare qualche scatto. Lo vedo nel mezzo di una delle sale che ospitano le opere dei vari fotografi. Mi metto in un angolo pensando di poter fare qualche scatto a sua insaputa. All’improvviso lo vedo dirigersi verso di me, già…. proprio nella mia direzione e avvicinadosi mi allunga la mano per salutarmi. Che dire! Inutile dire della mia sorpresa ed emozione che ho cercato di tenermi dentro. Ma come hai fatto a riconoscermi? – Bhe, dalle foto che ho visto nel Bar! Ho avuto subito l’impressione che fosse uno di noi… uno del BAR, che fosse un amico che non vedi solamente da qualche giorno. Insomma Roberto è una persona squisita e di grande disponibilità.
Si è subito instaurato un bel rapporto e abbiamo cominciato a parlare incrociando vari argomenti…. racconti ed aneddoti, ricordi e sensazioni sulla vita di Giuseppe. Mi sentivo molto coinvolto, specialmente ascoltando Roberto davanti alle foto esposte…. tanto da vivere questa esperienza da diverse “angolazioni”….. amico e spettatore, fotografo…. la più sentita, forse, quella di un padre-fotografo davanti ad un figlio che porta in giro per il mondo le sue opere. Insomma un ricco ed intenso pomeriggio.
Le foto esposte sono stupende, anche se è una descrizione riduttiva. Scene, luoghi, persone…. tutto “descritto” in un modo coinvolgente. Si è dentro la scena, insieme ai personaggi che la compongono. Incredibile la capacità che ha avuto, nel fare questi scatti, riuscendo a coinvolgere chi si trova davanti a queste immagini. Io mi sono immerso talmente che ad un certo punto chiamavo Roberto con il nome del padre…. incredibile. Ma giuseppe era come se stesse lì.. tra di noi.
Le stampe erano perfette, la qualità di quelle immagini impressionante. Pensare che sono fotografie scattate da oltre mezzo secolo. E già, caspita! ma come si faceva a quei tempi a portarsi dietro, in quei luoghi, un’attrezzatura che non doveva essere molto pratico portarsi dietro neanche in condizioni ottimali. Insisto a sottolineare la qualità di quelle immagini….. nitide, pulite, tutti i grigi possibili ed immaginabili, neanche un punto di bruciatura (ho subito pensato a Italo)…. Stupende.
Ripenso a quando dopo tanti anni, oggi, stiamo parlando (io sono uno di quelli) di ottiche luminose, di postproduzione, di sharpening, di tagli orizzontali o verticali, di vetri di qualità, dell’ultimo sensore FullFrame, delle ultime tendenze fotografiche nate perchè non si sa bene cosa fotografare o perchè oramai c’è un’inflazione così abenorme di immagini banali che ubriacano dalla mattina alla sera…… oggi ho visto delle fotografie!…… avrebbe detto una persona di mia conoscenza.
Oltre alle fotografie di Giuseppe Palmas erano esposte, in altri spazi adiacenti, anche i lavori di GIORGIO BARRERA… Campi di battaglia, GIANNI GALASSI… L’età del ferro, CLAUDIO GOBBI…. E42, FRANCO MAPELLI…. Terre di Riforma.
Con Roberto abbiamo avuto occasione di parlare anche del BAREDEN…. lui ha espresso degli apprezzamenti che a me hanno fatto particolarmete piacere. Mi ha detto che è diventato il suo sito di riferimento…. forse è un pò troppo ma a me ha fatto enormemente piacere, come farà sicuramente piacere a tutti quelli che partecipano attivamente. Di fronte alle mie incertezze nel portare avanti questa esperienza mi ha incoraggiato ad andare avanti….
Insomma una pomeriggio intenso e troppo breve. Sarei stato a parlare ancora per molto tempo…. purtroppo non mi ero liberato la serata e non ho potuto approfittare per poter continuare a scambiare due parole davanti ad una bella pizza. Pazienza! Ci siamo salutati promettendoci che ci saremo incontrati di nuovo, magari insieme agli altri amici del BAR…. una gita a Cesena non sarebbe una cattiva idea…… Ciao Roberto! Ricordati cosa ti ho detto circa il lavoro che stai facendo. Grazie di tutto ed a presto!
Tutta la serie degli scatti realizzati durante la mostra li potrete vedere in due slideshow realizzati in flash..
Dopo caricata la pagina principale spostate il mouse sulla foto in basso e cliccate sulla freccia. Partirà la proiezione delle foto (6 secondi circa ciascuna). Le foto sono state raggruppate in due slideshow distinti in quanto diversa, per me, la loro rappresentazione.
(Dobbiamo accontentarci della connessione che abbiamo…. dategli il tempo di caricarsi. Se non ce la fate a visualizzarle in automatico perchè è troppo lento, potete andare avanti in modo manuale, cioè decidendo voi quando passare alla prossima foto. tramite la freccia a destra… o a sinistra se tornate indietro. QUesta sera provvederò a sostiuirle)
Il sito dell’Unità pubblica un illuminante articolo su come si fanno e come si scelgono i servizi fotografici di cronaca.
Nell’articolo vengono intervistati Grazia Neri, Roberto Koch e Uliano Lucas "Esistono ancora spazi per quelle approfondite e ampie narrazioni per immagini che avevano fatto grande il reportage, quando Life, Epoca e l´Europeo vendevano centinaia di migliaia di copie?".
Lucas "… si tratta allora di immagini di bravi professionisti, spesso dotate di un forte impatto estetico, che sono però altro rispetto al fotogiornalismo come era inteso in passato."
Quattro chiacchere con Roberto Palmas. E’ un vero piacere poter condividere con gli amici del bar queste righe cariche di emotività, ricordi di infanzia, progetti e confessioni. Disponibilissimo nonostante gli impegni e molto paziente nel sopportare le mie intrusioni telematiche e ancor più le domande a volte troppo invadenti soprattutto sul passato e su suo padre, Giuseppe Palmas. Grazie Roberto!
“Purtroppo sono pochi i personaggi famosi fotografati da mio padre che ho avuto il piacere di incontrare, meglio sono andati mia madre e i miei fratelli”
“A proposito, visto l’interesse dei Baredeniani nei confronti del lavoro di mio padre ho deciso di registrarmi anch’io al blog in modo da tenerlo aggiornato sugli eventi che lo riguardano. Sperando che ciò sia gradito.”