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GLS
Archiviato in: Fotografia, Frontpage, Nonsoloblog | Tags: Arte, astratta, concettuale, contemporanea, Fotografia, future woman, immagine, Moderna, visual | |Torna alla Home
Commenti (6)
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Questo mix foto + testo + grafica non mi ha mica convinto. Non trovi che ricordi Magritte ?
Forse perché non conosci i Rockets
Magritte? non lo conosco ma il nome non mi è nuovo.
Andiamo al dunque!!! chi è costei?
una bella tipa fotografata al carnevale di Venezia del 2000 o del 1999 non ricordo, ma davvero bella, un viso simmetrico e uno sguardo dritto nell’obbiettivo.
Non ha un nome… ma ha una certa presenza
Un lavoro che segna il completo passaggio di Gianluca al digitale, ancor più dei precedenti.
Se all’inizio ci proponeva dei ritratti e delle immagini passate al setaccio dell’ormai celebre filtro Chalk and Characoal, digitali ma con ampie reminiscenze analogiche, adesso ci stupisce con lavori nei quali la foto, intesa in senso stretto, è solamente la base di partenza della successiva rielaborazione grafica e artistica da parte dell’autore.
Non sto dicendo niente di nuovo e di diverso rispetto a quanto già sapete, però è emblematico l’accostamento nella prima immagine tra la maschera veneziana e l’uomo futurista.
Non è soltanto una giustapposizione, ma una logica consequenzialità tra i due elementi, in cui il primo ha come necessario ed inevitabile esito il secondo.
Il mio augurio è che Gianluca continui a sperimentare ed a renderci partecipi, attraverso le sue creazioni, del suo modo di vedere le cose ed il mondo in genere.
Al
sorbole mi hai spiazzato
Lei è il mio ritratto in assoluto più bello, lui la mia creazione più riuscita. Lei di base analogica lui 100 x 100 digitale. Ma entrambi figli della fantasia. E’ del tutto naturale l’accoppiamento tra i due. Da due immagini differenti nascono altre immagini. Un po come la tua foto nella metro, da uno scatto mille frame. “oMo” è razionale, “MoM” è irrazionale, “Future Woman” è romantica. Nel primo c’è un chiaro messaggio di fondo che si percepisce grazie anche alle parole, nel secondo questo messaggio è meno chiaro e le parole non aiutano, nel terzo le immagini e le parole si accompagnano come due strumenti musicali che suonano ognuno la sua melodia e poi le due melodie si fondono. Le immagini non aiutano a spiegare le parole e viceversa. Si va a orecchio anzi… a occhio. Mi son detto “perché ci deve essere per forza qualcosa da dire, perché dietro ci deve per forza essere una spiegazione?” si può godere semplicemente delle immagini e delle parole. Siamo diversi? rispettiamo le diversità e ognuno tragga giovamento per quello che è.