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Per fortuna che sul Web c’è sempre qualcuno che va alla scoperta di qualcun altro…. Trovo molto bella l’intervista che Eugenio Carretti, una nostra vecchia conoscenza, ha Confezionato per tevacphoto facendoci conoscere Giancarlo Rado, altrimenti, per me, perso nel mare magnum di Flickr. Trovo molto belle le motivazioni che portano a realizzare uno stile fotografico di estrema semplicità ma molto efficace. Ogni suo scatto è una storia che racconta di Gente… Non perdetevi l’intervista…. |
Intervista a Giancarlo Rado
Massimo De Dominicis
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Commenti (6)


“Italians” e “intermission” bellissime foto, ottima segnalazione
ho letto pure l’intervista, mi piace la motivazione che lo spinge a fotografare con il 6×6. Uniformità dell’inquadratura. E mi piace anche quando parla dei soggetti posizionati al centro “per disarmare l’osservatore” grande rivelazione, ideale per il suo scopo.
Grande qualità, in tutto. Complimenti a Giancarlo Rado per il suo modo di fare fotografia.
Mi piace molto il modo in cui costruisce le foto e l’approccio con le persone che vuole riprendere… un lavoro di avvicinamento e di conoscenza che permette di creare una certa empatia tra fotografo e soggetto.
quando dice che ha un piccolo trucco per avvicinarsi ai soggetti senza creare allarmismi e cioè essere accompagnato dalla moglie, mi sei venuto in mente tu Max quando hai realizzato il primo reportage sul gay pride a Roma, se non ricordo male eri accompagnato da Anna che ti ha aiutato sia fisicamente reggendoti lo zaino (schiavista) sia moralmente
E’ vero! Spesso ho usufruito della presenza di Anna per poter fare foto di reportage o ritratti…
In effetti la presenza di Anna metteva a suo agio il soggetto…. magari ci si parlava e tutto era più semplice.
Ma a me ha colpito il fatto che Giancarlo preparasse il terreno già da qualche giorno… Proprio bravo!
è un approccio più professionale rispetto la media, un pò come dice Dan, di non uscire impreparati a scattare senza una idea. Qui addirittura interviene un sorta di preparazione mentale oppure semplicemente si affida all’istinto nel senso che “sente” quando è il caso di approfondire facendo una sessione di foto oppure è meglio rimandare. In ogni caso il fatto che l’uscita non coincida con gli scatti è interessante. Non ha sicuramente fretta di portare a casa una foto qualsiasi.