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Manuale di felice convivenza tra cani e umani
Alexa Capra e Daniele Robotti

Calderini - Il Sole 24 Ore - 2009

Formato 17x24
Confezione brossura
Illustrazioni 167 - Pagine 199

Prezzo: euro 24,00

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Man at Work

lun 08 dic 2008 @ 20:30 by GLS


L’idea mi è venuta in autostrada, avete presente quando si incontra un cantiere aperto? si legge nel cartello luminoso “attenzione: Men at work” tradotto, malamente aggiungo io, in “operai al lavoro”. Perché malamente? ma perché prima di essere operai si è uomini, uomini nel senso di esseri umani, e io penso che se la traduzione fosse “Uomini al lavoro” forse rispetteremmo con più attenzione i limiti di velocità perché tutti siamo uomini ma non tutti operai.
Questa considerazione mi ha fatto pensare che anche lo squero è un cantiere, un cantiere nautico. Dove ci sono uomini che lavorano e i rischi sono elevati. Partendo da questo presupposto “Man at Work” è lo squero di Rimini raccontato attraverso gli uomini che ci lavorano e le cose sparse per il cantiere.
Inoltre mi intrigava il gioco di parole: man in inglese significa uomo e nel mio vocabolario immaginario assume il significato di mano mentre work in inglese è il lavoro.
Le mani sono le protagoniste assolute ma non rappresentano se stesse sono il simbolo che collega l’uomo al lavoro e attraverso la materia che le distingue, in taluni casi plasmandone anche la forma, raccontano di attrezzi da lavoro di scarti di lavorazione di particolari di imbarcazioni, cioè la materia identifica il luogo.
Lo spettatore non è passivo, è coinvolto soprattutto per una seconda possibile lettura, ovvero identificare l’uomo attraverso le mani decifrandone la materia.


gils


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22 Commenti per “Man at Work”

  1. Albytao scrive:

    L’uomo è il protagonista assoluto senza che, tuttavia, appaia mai il volto delle persone at work.
    Assolutamente geniale!

  2. danirobotti scrive:

    Bellissime, qui hai superato te stesso, la cosa migliore pubblicata qui al bar.
    Belle, belle, belle.
    Daniele

  3. Manols scrive:

    Come ti ho già detto personalmente…
    C A P O L A V O R O!!!!

    Un’idea, un progetto e un’esecuzione ben interpretata.
    Rende l’idea e in modo impeccabile. Bellissima realizzazione.
    Da un abuso ad un’opera!

    Che altro aggiungere?
    Attendo con ansia un’installazione in qualche bel posto.

    Complimenti sinceri davvero.

  4. GLS scrive:

    grazie amici :)
    sembrerà strano ma è stata una faticata incredibile a far saltar fuori una dopo l’altra queste mani, erano li nascoste mischiate a tante altre nella mente ma pian piano sono uscite. Ad esempio la penultima in ordine cronologico è in realtà l’ultima nata, venuta a galla dopo che ho conosciuto gli amici del 4/3! hanno perché se esistono… almeno per me.

    E son contento che, per pura coincidenza, queste mani facciano seguito al bellissimo lavoro di Daniela (alidipietra).

  5. alidipietra scrive:

    Il concetto sotteso sotto ogni frase è meraviglioso… le foto, poi, parlano da sole!
    grande

  6. sorcina77 scrive:

    Bella idea Gils! L’uomo raccontato attraverso le mani!
    Originali ed efficaci!
    Ottimo lavoro!

  7. teotorriatte scrive:

    Manichiglia è la mia preferita, bellissima!

  8. GLS scrive:

    si anche la mia Teo :)
    grazie a tutti!!!

  9. Melo scrive:

    Qui c’è tutto Gils all’ennesima potenza!

  10. GLS scrive:

    come ho scritto anche in forum: dopo due anni di foto allo squero non so se considerare questa cosa un punto di arrivo, inteso come chiusura di un ciclo, oppure un punto di partenza, inteso come un nuovo modo di vedere-elaborare la fotografia.

    Grazie Melo, prima ero al quadrato ora sono al cubo! ;)

  11. Veramente un lavoro fantastico. Penso che sia la massima espressione di ciò che hai mostrato fino ad ora qui al Bar.
    Non è sicuramente classificabile ma va sicuramente oltre alla normale fruibilità di una foto, con un simbolismo che esprime perfettamente ciò che volevi dire… naturalmente in un linguaggio tutto tuo ma che comunque sboccia in una leggibilità semplice e chiara.

    Questo naturalmente è un punto di partenza.

  12. GLS scrive:

    Grazie Max ero ansioso del tuo commento :)
    bene allora consideriamolo un punto di partenza che è anche una cosa positiva!

  13. Andrea scrive:

    Mbe.. almeno un paio di queste le metterei 30X40 nel mio studio…
    Ma a conti fatti potrebbe essere il materiale per una mostra.

    Aicapito … sticazzo di barediani!!!

  14. Tu non sei un baredeniano?

  15. GLS scrive:

    come ha scritto Manols il soggetto è stra abusato, giusto stamani al bar leggendo il quotidiano la notizia di una mostra locale sulle “mani” mani di artigiani, mani segnate dal lavoro, per promuovere l’artigianato. La mia mostra è qui sul bar, potenzialmente visibile anche da un neozelandese immigrato in Perù. Con un vantaggio innegabile, non sentire le cazzate della gente davanti alle foto.

  16. Andrea scrive:

    Io barediano??
    Temo di non poter essere niente da un po’ di tempo.. frequento solo luoghi reale e virtuali interessanti.
    Anzi a pensarci bene.. forse è stato il mio più grande difetto, se fossi stato qualcosa..bastava qualsiasi cosa: nel tifo, in politica e nei sentimenti (nell’ordine..) forse avrei un conto in banca migliore, un paio di case in più e qualche .. ehmm.

    (conosco un tipo che solo perchè accompagna un potente tutte le domeniche allo stadio ha sistemato tre figli…)

  17. Significa che questo è un luogo virtuale non interessante?
    Forse hai ragione….
    Per quanto riguarda il tuo amico…. io avrei un figlio di 21 anni da sistemare :-)

  18. tito santoni scrive:

    Sono l’ultimo arrivato ma lo stimolo a cominciare a mettere il naso fuori dal mio BN molto, molto tradizionale, è stato forte.
    Il contenuto dell’articolo mi piace e anche le foto sono veramente affascinanti. Un grande lavoro. Non sono la persona più adatta per esprimere opinioni su questo modo di intendere la fotografia; io non mi sento autorizzato a modificare quello che la mia fotocamera digitale mi dà, preferisco operare a monte che non dopo (cosa che non credo nemmeno di saper fare e non certo con questi risultati). Ma questo “io” non significa che altri non lo debbano fare e, devo dire, che se questi sono i risultati sono veramente splendidi.
    Senza il minimo spirito polemico voglio, però chiedere: si può chiamare questo ancora “fotografia” o occorre coniare un nome nuovo?
    Spero proprio che quello che ho scritto non dispiaccia soprattutto a Gianluca, ripeto, quello che hai fatto è bellissimo, stimolante e coinvolgente. E poi, probabilmente, se la questione è solo il nome mi pare ben poca cosa. Se fotografare è anche comunicare emozioni qui di emozioni ce ne sono tante. (firmato Matusalemme)

  19. GLS scrive:

    se una foto genera un dialogo da soddisfazione, se genera anche emozione allora l’obiettivo è raggiunto. Grazie Tito :)
    Riguardo invece il discorso se è da considerarsi ancora fotografia son sincero non lo so, si tratta di capire cosa sia oggi la fotografia.
    Io uso la tecnologia del presente e la metto a disposizione della mia sclerosi unicamente per comunicare. Per me la fotografia è un tramite non un qualcosa fine a se stessa, nel senso di intoccabile ben inteso.
    Interessante il discorso “… io non mi sento autorizzato a modificare quello che la mia fotocamera digitale mi dà…” e sottolineo “autorizzato”. Ecco mi piacerebbe approfondire questa cosa. Chi più di te a diritto a farlo? è forse una forma di rispetto verso la fotografia tradizionale? ma anche in passato avvenivano le elaborazioni tramite strumenti analogici.
    Sai qual’è stato il mio approccio al digitale? una compatta che usciva in JPG e quelli più di tanto non li tocchi. Poi la reflex che esce in RAW e all’idea di perdere tempo a sviluppare foto su foto mi aveva inizialmente indirizzato verso un sentiero forzatamente classico ovvero “faccio il minimo indispensabile per renderla accettabile”. Poi pian piano ho abbattuto un muro dietro l’altro grazie soprattutto agli amici di Bareden. Oggi grazie al “file digitale immagine” (o fotografia) posso esprimermi come voglio usandolo come materia prima, plasmabile, come il pongo :)

    • emmeR scrive:

      Gian, ti sei espresso alla grande. Forse è il punto più alto che hai toccato sino ad ora nella fotografia. Penso che con altre 2 o 3 foto potresti fare una bella mostra di fotografie di grande formato montate su grandi pannelli e con una presentazione come sai fare tu.

      Ciao, Mario

      • GLS scrive:

        grazie Mario, le foto ci sono e sono 12 e sono leggermente diverse da queste che sono una sorta di bozza, 70 x 50 le dimensioni. Ogni tanto le riguardo in fila e mi stupisco. Mi dico “belle ma potevi far di meglio…” mi dico “ma che cazzata queste cose le fanno in prima all’istituto d’arte…”.

  20. Albytao scrive:

    Attenti che se vi legge Guerreri si scatena. :)

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