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Calderini - Il Sole 24 Ore - 2009

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Confezione brossura
Illustrazioni 167 - Pagine 199

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Taccuino fotografico

sab 20 giu 2009 @ 12:44 by Nathan Neumann

Questo esercizio che ho proposto ai ragazzi non ha alcuna pretesa dal punto di vista della qualità e queste immagini sono state scattate senza nemmeno guardare.

Il braccio teso lungo il corpo, la mano con il dito sul pulsante di scatto, vedi qualcosa che ti interessa e cerci di catturarlo seguendolo con il corpo senza fermarti.

Perché una cosa del genere?

C’è un interessante scritto che lessi molto tempo addietro di una professoressa francese di arte che spiegava l’importanza del battito di ciglia. Il battito delle ciglia dura un solo istante ma è un istante incredibilmente importante perché quando l’occhio si riapre quello che vedi è già cambiato… ed è diverso dall’attimo precedente.

Beh, è un discorso ovvio, banale, ma il testo e le sue spiegazioni non lo sono affatto (non è filosofia intendiamoci…) e con i ragazzi abbiamo esaminato quest’anno, all’interno del percorso didattico che ho programmato, molti aspetti della percezione visiva. Ovviamente una parte è dedicata alla fotografia, come mio solito la inserisco ovunque
Detto così sembra un’accozzaglia di pippe mentali ma in realtà è un laboratorio di educazione all’immagine molto pratico e poco teorico a parte qualche piccolo cenno o spunto.

La “street” è il genere fotografico che preferisco e forse quello che conosco meglio sia dal punto di vista storico, sia da quello artistico ed ho escogitato alcuni collegamenti utili per far capire alcuni concetti teorici più complessi per i ragazzi.

05 04

1) Cosa vediamo o cosa “vogliamo” vedere? Come influisce il nostro vissuto, il nostro corpo, il nostro umore… sulla percezione anche visiva del mondo? Quali sono i fattori esterni che influiscono o possono influire sulla percezione?

2) Come possiamo simulare il nostro battito di ciglia con qualcosa di esterno… con la macchina fotografica, ovviamente.

Nessuna di queste immagini nasce da un’idea, nessuna di queste proposte ha realmente a che fare con la street photography.

Ma… è il metodo che è interessante.

Quando decido di fare fotografia di strada veramente… prendo la macchina fotografica (la reflex) e decido che cosa fare, dove, come… decido l’ottica, decido quale approccio adottare: se quello più sfrontato e rischioso del contatto ravvicinatissimo, se la “cattura” da lontano o se lo scatto casuale con la macchina sulla pancia… e chi più ne ha più ne metta.

Questo invece è un taccuino di appunti… una sorta di “memoria” per immagini della strada che hai percorso e di quello che avresti potuto scattare.

Tutto cambia a seconda dell’ora… nella stessa strada trovi elementi estremamente diversi: cambia la luce, cambiano le persone, cambia l’atteggiamento ed il movimento della gente, cambia anche l’umore… cambia perfino quello che vedi. Uno stesso luogo ti può apparire squallido se illuminato in un certo modo e mezzo vuoto… se la luce è diversa e ci sono più persone può essere tutta un’altra cosa.

01



Su questi a su molti altri aspetti abbiamo ragionato ed abbiamo confrontato opere d’arte, immagini, musiche, filmati diversi ma simili per alcuni aspetti ed abbiamo tratto le nostre conclusioni.

Per quanto, purtroppo, il lavoro non sono riuscito a concluderlo per motivi di tempo (abbiamo perso troppe lezioni per varie cause) sono molto soddisfatto. I ragazzi sono brillanti, le loro testoline ed i loro occhi vedono molte più cose di quante potremmo mai immaginare.

02

Il mio tempo purtroppo è poco in questo periodo ma visto che proprio ieri abbiamo fatto l’ultima chiacchierata con i ragazzi ed abbiamo sfogliato i nostri “appunti” fotografici, ho preso alcune immagini a caso e ve le ho proposte.

I ragazzi hanno ricevuto una serie di foto (25) scattate un po’ da me, un po’ da loro stessi, fatte tutte nelle medesime vie ma in tempi diversi, orari diversi, stagioni diverse ecc… ed abbiamo inventato un storia… un giallo per l’esattezza.

L’intento era quello di girare un “corto cinematografico” su questa storia.

Purtroppo abbiamo solo frammenti, il lavoro è stato divertente ma molto lungo.

Ma non fa nulla, anche se non siamo arrivati al prodotto finale ha avuto un senso lo stesso.

I ragazzi hanno messo dei titoli alle foto, ovviamente sono venute cose molto diverse fuori… Mettendo assieme i titoli delle foto è venuta fuori la bozza, lo scheletro della trama della storia. Lo spunto iniziale insomma, nato per caso e voluto dal caso.

Qualche esempio:

03

Abbiamo utilizzato abili messaggeri che dovevano trasportare misteriosi documenti e comunicazioni senza dare nell’occhio e che avevano la loro “base operativa” nell’altrettanto misterioso locale “cleopatra” (Foto a sinistra)

Abbiamo caratterizzato facilmente i personaggi come “l’imbonitore” (Foto in alto a destra) che aiutava altri personaggi ed attirare l’attenzione della gente con il suo atteggiamento un po’ “pazzo” per facilitare alcune operazioni.

Jeff e Claude ( Foto in basso) sono invece i capi dell’organizzazione dal passato oscuro… (il clan del tatuaggio fu uno dei più spietati e sanguinari degli anni ‘50), ma ora pieni di buoni principi.

…e via dicendo…

Comunque, a parte questo… molti fotografi usano il metodo del “taccuino” per studiare zone, ambienti, percorsi. Trovo la cosa molto utile oltre che divertente.

Se poi è associata anche al GPS allora diventa una pura goduria. Scatti, giri, e poi ritrovi sul tuo google maps la posizione esatta degli scatti ovunque… (ottimo in particolar modo in viaggio).

06

Vi suggerisco alcuni scatti di questo fotografo che ritengo molto interessanti e sono frutto spesso di un accurato studio da “taccuino fotografico”.

felixlupa.com


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2 Commenti per “Taccuino fotografico”

  1. Grazie Nat!
    Di articolisti come Te il bar ne avrebbe proprio bisogno. Spero presto che tu possa preparare qualche altro piccolo saggio.

  2. Albytao scrive:

    Complimenti per l’interessante lavoro che hai realizzato Nathan.
    Spero che il prossimo anno scolastico continuerai a portare avanti questo progetto.

    Un saluto

    Al

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