C’è chi lo possiede, c’è chi lo sogna, c’è chi lo sfiora…

breve storia di uno sfioramento…
Praga, 1991.
Arrivato a Praga cammino da consumarmi le scarpe, in lungo e in largo, e mi imbatto il secondo giorno (guarda caso) in una bottega di materiale fotografico, un caos incredibile, una ferramenta di lenti e otturatori, odore di astucci in pelle o simil pelle vecchi e ammuffiti, l’odore e la vista di tutto quel ben di dio accatastato sugli scaffali mi coinvolge e mi entusiasma, se esiste un paradiso delle fotocamere si trova qui. il tipo dietro al banco mi squadra e si sfrega le mani. Leica pronuncio io sicuro di me. Leica pronuncia lui sicuro di se.
“Il mito inizia a prendere forma quando, nel 1911, un ingegnere della Zeiss si trasferisce in Leitz ideando la pellicola 24×36, quest’uomo è Oscar Barnack.”
“Dalla mente dell’ingegnere prese forma quella che fu il capostipite di tutte le fotocamere moderne, il prototipo Ur-Leica, una fotocamera 35mm con otturatore posizionato sul piano focale, obbiettivo 50mm e slitta porta accessori, il tutto contenuto in soli 350g di peso.”
Prezzo fissato, ci facciamo entrambi l’affare, lui pensando alla cifra che sgancio io, io pensando alla cifra che potrò realizzare al ritorno in Italia. Sembra ma non è finita. La trattativa continua su un oggetto apparentemente inutile e privo di valore. Il caricatore di pellicola, il famigerato caricatore di pellicola! Avrei realizzato di più con quell’oggetto che con la vendita della Leica stessa. Perchè il caricatore di pellicola? Se ve lo state chiedendo significa che non avete mai usato una Leica a telemetro… di una certa età. Peccato. Non me lo ha dato… il caricatore di pellicola. Il terzo giorno la Zeiss Ikon mi lascia solo (ripicca?)… ma allora è destino penso, nel frattempo avevo acquistato anche una Lomo LC Automat (che nome cazzuto); breve parentesi, la signorina bellina del negozio (in centro questa volta) ne ha scartate due, scartate nel senso di scartate dalle confezioni provate e scartate nel cestino, la terza sembrava funzionare, WOW che culo che ho. Provo a girare con la Lomo. Non mi convince e provo a lasciarla nella valigia.
“Nel 1925 la Leitz presentò alla fiera di Lipsia la prima Leica di serie: la Leica I. Il mito era nato. Ed oggi si rinnova con la presentazione al Photokina 2006 della Leica M8, la prima telemetro digitale introdotta sul mercato, un altro passo avanti, un altro mito?”
Giro con la Leica. Incomincio ad apprezzarla, mi seduce pian piano con le sue fredde curve di metallo, col suo “occhio” rientrante, con la sua forma ridicola e originale, il top che sembra un U-boot, lo scatto silenzioso felpato felino, fatico un attimo con la scala tempo-diaframma ma è questione di poco… la testa l’ho sbattuta a suo tempo con la Zeiss Ikon, il famigerato telemetro leica a sdoppiamento di fase, finalmente uso una meccanica come si deve e che, nonostante gli anni è ancora giovane e mi sento già fotoreporter in quel di Praga. Morale… tornato a casa non l’ho venduta. Ve la presento con piacere.
Leica IIIa del 1937ottica Leitz Elmar 50mm f/3,5
intercambiabile con innesto a vite 39×1 e rientrante nel corpo macchina
otturatore da 20 a 1/1000 di sec. e posa T
mirino con regolazione diottrie
telemetro a sdoppiamento di fase incorporato
logo Leica D.R.P. “Ernst Leitz Wetzlar” sul top
formato 24×36

Questa è acciaccata, aveva dei punti di ossido di un verde che sembrava muschio, l’ho pulita, oliata. L’ossido è sparito. Al terzo scaffale di “azzurra” ho predisposto un sopra mensola di velluto rosso e creato un ambiente favorevole per le mie “meccaniche”, giusto un Astro-Berlin 1000 f/6,3 non può entrarci… ma per problemi di costi perchè il trapano c’è l’ho.
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Grazie Daniele
sul discorso meccanica e molle digitale e circuiti concordo. Un discorso da approfondire ma… chi è Prando?
Qui si parla del mito Leica…. ma io vorrei parlare del Mito Gianluca che con i sui racconti ci regala dei momenti veramente particolari, descrivendo sensazioni e “immagini” capaci di prender vita dalle sue parole.
Grazie Gianluca!
Grazie a te Max che metti a disposizione questo spazio per condividere le nostre esperienze. Altri luoghi analoghi sul web non lo fanno oppure è un privilegio solo per pochi eletti.
Hai detto bene! io metto a disposizione lo spazio, non è un gran merito. Voi che scrivete e coloro che vorranno seguirci in questa iniziativa sono la vita del sito.
ciao a tutti
Ho una maccina leica nr. 621978 che ha l’otturatore (credo di tela) che è tutto forato. Vorrei sapere se esiste qualcuno che la può riparare
ringrazio eugenio
ciao Eugenio,
non saprei consigliarti ma da una ricerca su internet ho scoperto che Leica offre un servizio riparazioni molto efficente, si tratta di scoprire se ripara anche modelli datati ovvero se ancora ha parti di ricambio originali, prova qui: servizio.clienti@leica-italia.it
Inoltre ti segnalo questo fotoriparatore di cui in passato mi sono servito per riparazioni reflex analogiche e compatte digitali: Bondi Giancarlo via C.Cattaneo, 24 – 48100 Ravenna (RA) Tel: 0544-39123.
Ciao, a presto.
gl
ciao gl
proverò agli indirizzi che mi hai dato
per adesso ti ringrazio e ti faccio gli auguri di buon anno
da estendere naturalmente a tutto il forum
eugenio
Buon Anno anche a te! Completo la risposta con questo link, premesso che non conosco i fotoriparatori elencati ma può essere un inizio per una tua ricerca:
http://www.ciaofoto.it/sviluppo/ricerca.php?categoria=fotoriparatori&dove=*&key=
(copia e incolla l’intero link nella barra degli indirizzi)
ciao a tutti.
Ho trovato nelle vecchie cose di famiglia
una Leica n° di serie 477414 e siccome io non me ne intendo
chiedevo se qualcuno mi puo’ dare informazioni sull’anno e sul valore .
grazie Bruno
ciao Bruno, dovrebbe trattarsi di una Leica IIIc del 1949, modello che copre il seguente range di seriali: 465001-480000. Per quanto riguarda il valore non saprei, non ho idea chi possa fare una quotazione.