Gli occhi del Kenia
Andrea Guerreri
| Il Kenia è, o forse era, una delle tante illusioni di una certa umanità che ci dicono sia ora la maggioranza. I turisti, specialmente gli italiani, sono confinati nei villaggi iperprotetti da doppie cinture di sicurezza con la garanzia del cibo, del gas e dell’elettricità; in pratica una prigione dorata per banche ambulanti. Ogni turista è una banca ambulante perchè con quello che ha addosso, dalle scarpe alla forcine dei capelli potrebbe risolvere per paio di mesi i problemi di una famiglia. Il confine ideale fra noi e loro è molto più di una nazionalità o una condizione economica ed è qualcosa che percepisci ogni volta che esci dal villaggio. La “maggioranza” dei turisti lo interpreta come “emozione del pittoresco”, noi della minoranza, come angosciosa condizione umana. In Africa la vita è una specie di miracoloso evento che si ripete per tutti ogni mattina. Da noi la felicità è staccare un assegno per qualcosa di bello ed inutile.. per loro è semplicemente essere ancora vivi quel giorno. E si vede dagli occhi. Rambo è un Beach Boy in prova senza il patentino per accompagnare i turisti, se c’è qualcosa da spartire a lui tocca quello che resta. E’una condizione che gli si legge negli occhi. I Bambini di Mere vengono utilizzati per truffare i turisti con i famosi quaderni penne e straccetti usati che loro neanche vedono. La mamma (sedici anni..) ride perchè abbiamo portato delle stupide caramelle al bimbo. No.. non andrò più in Africa. |
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