La Gabbia
GLS
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| Il buio mi circonda. Alzo lo sguardo al cielo e cielo non vedo. Luce. Gli occhi mi fanno male. Evito il dolore volgendo in basso il capo e il buio è ancora più profondo. Mi sforzo di guardare. Alzo la testa e socchiudo gli occhi, uno spiraglio appena per decifrare il mio cielo. E’ grigio è tetro è umido. Odore di muffa. Di muro bagnato. Di legno fradicio. Sinistri scricchiolii interrompono un silenzio assordante. Dove sono finito? non riconosco questo luogo… è un sogno? non riesco a muovermi. Sono libero da lacci e catene ma non riesco a muovermi. Sono accovacciato a terra e guardo il cielo e cielo non vedo. Sono in una sorta di enorme gabbia di cemento ferro e legno. Una gabbia immaginaria? esiste nel mio cervello? eppure io sono dentro… non posso essere dentro me stesso. Voglio andarmene da qui. Voglio uscire. Voglio correre urlare cadere sentir dolore e rialzarmi e correre e urlare e respirare a pieni polmoni l’aria fresca che mi viene incontro sentir gli odori i rumori fermarmi ad ascoltare i battiti del cuore nel petto e capire di essere vivo e perdermi nel blu intenso del cielo… ma cielo non vedo. Ora chiudo gli occhi. Abbasso lo sguardo. Mi vedo accovacciato dentro una gabbia tetra e buia. Solo con me stesso. In attesa che accada qualcosa. |
| gils |
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