
Marzo 31st, 2008 by

GLS
Domenica 30 marzo, cambio dell’ora, da solare a legale e già il nome mi sta antipatico… detesto l’ora legale ma non perché si sfasano i bioritmi (cosa sono?) ma perché voglio andar col sole in modo naturale come i girasoli. Già siamo vincolati all’orologio, ora è uno spostamento in massa di milioni anzi miliardi di abitudini che tutte in una volta si muovono come enormi gigantesche pachidermiche epidermiche dermiche lancette d’orologio. TIC TAC! TIC TAC! come un coccodrillo il tempo ci divorerà e solo chi come Peter si salverà.
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| Dopo pranzo, o colazione,assonnato vedo una chiamata persa e le domando: “dove sei diretta piccola e innocente chiamata persa?” lei poverina ed impaurita mi risponde che cercava me… “sei per me?!” le chiedo io con falso entusiasmo… “si son per te” conferma lei con più fermezza. E chi mi cerca chiamata persa? Italo! risponde lei prima di sparire. Va bene allora chiamo Italo. Appuntamento allo squero… io stavo per infilarmi sotto al letto, si sotto al letto così… per fare qualcosa di illegale in clima vigente di legalità forzata. |
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Febbraio 28th, 2008 by

GLS
| Provo una sensazione piacevole è come essere immerso nel liquido amniotico. Le pulsazioni sono rallentate e respiro a fatica. Nelle estati calde, con percentuali di umidità elevate, fatico a respirare nel sonno e rivivo quei drammatici momenti col ricordo della silhouette tremolante dell’Ancestrale e del sole, una palla sfilacciata alta nel cielo che tenta di farsi strada tra la fitta coltre di nebbia. Sento in lontananza i rintocchi della campana che segnano la cadenza di quegli istanti della mia vita, è l’equipaggio che mi sta cercando non si da per vinto. Uomo in mare! sono a poppa indaffarato a issare le reti a bordo e poi le gelide acque del mare mi avvolgono in una morsa dai denti d’acciaio. La poppa del peschereccio si allontana come se stesse salendo in cielo e il suono ritmico della campana ormai è solo un eco nella mia testa. In un estremo barlume di coscienza mi rendo conto che non è un riflesso ciò che vedo ma la poppa dell’Ancestrale ferma in superfice, sono io che mi sto allontanando, sempre più in fondo. I ricordi di una vita scorrono impazziti. Chiudo gli occhi. Mi lascio andare. |
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| Mi sveglio di soprassalto estraniato. Mi ci vuole un pò per tornare coi piedi per terra e scoprire che sono a casa mia, nel mio letto. E ogni volta mi chiedo come un sogno possa essere così reale. O al contrario quanto la realtà riusciamo a spacciarla per un sogno evitando di ricordare. Fingendo che non sia mai accaduto. Per non soffrire. Ricordi di una vita passata? visioni del futuro? chi lo sa? intanto sta albeggiando e la routine quotidiana mi richiama all’ordine. Mi vesto lentamente ancora assonnato e in preda ai ricordi. La cerata gli stivali i guanti oggi farà freddo in mare, le previsioni meteo lo danno molto agitato e per una bagnarola come l’Ancestrale non è poco… |
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Febbraio 18th, 2008 by

GLS
Un suo starnuto poteva ribaltare una cavalla gravida a 10 metri di distanza. L’auto si fermò davanti al cartello malconcio “KEEP OUT” inchiodato alla meno peggio in un palo di legno conficcato nel terreno, col passare degli anni si era scolorito e arrugginito e il palo di legno deformato dalle intemperie. Alla vista di quel palo Brad, giovane giornalista freelance, pensò a Mr. Stone, a come poteva essere oggi, a quello che era stato in passato… un campione di baseball della Major League.
Non c’era diamante capace di trattenere la sua furia, spietato battitore e lanciatore sopraffino. Frantumò ogni record precedentemente stabilito nella storia del baseball e la sua fama andò ben oltre il campo da gioco, oltrepassò l’oceano e giunse in Europa: Parigi, Londra, Roma, Berlino toccò le più grandi capitali europee riscuotendo unanimi consensi e strette di mano. Fino a quel dannato giorno. Quella stramaledetta partita rimandata causa pioggia e giocata in un insolito caldo giorno di marzo a Baltimora. Stone batteva per i Chicago Cubs. Sul monte di lancio Ethan, un ragazzone arrivato dalla campagna sconosciuto ai non addetti ai lavori… almeno fino a quel giorno. Io ero in tribuna con mio padre. Mi portava sempre a vedere le partite nel campo del campus e quando si presentava l’occasione anche ad una vera partita, una partita di Major League. Successe tutto in un attimo, Ethan lanciò a velocità stratosferica la palla in direzione di Stone, Harry Stone il campione. Improvvisamente cambiò traettoria probabilmente a causa di un effetto impresso durante il lancio, Stone inspiegabilmente non ruotò nemmeno la mazza e… mi dio… gli arrivò la palla dritta sul viso spappolandogli il naso. Vidi schizzi di sangue misto a poltiglia spargersi in tutte le direzioni e Stone accasciarsi al suolo. Mio padre mi coprì il viso nel vano tentativo di risparmiarmi quella orribile vista ma non fece in tempo. Stone scomparve dai campi da gioco e dalla scena pubblica. Da ritagli di giornale appresi dell’operazione chirurgica e del tentativo, mal riuscito, di ricostruzione del setto nasale. Di lui si persero le tracce.
Proseguii a piedi oltrepassando il cartello lungo il sentiero che tagliava esattamente al centro un campo rasato di fresco con l’erba alta a misura di campo da baseball. Superata una curva, superata una seconda arrivai davanti alla baracca di legno. Il cuore mi batteva in gola e avevo le mani fredde. Cosa gli dico pensai? salve Mr. Stone sono Brad un suo ex ammiratore… idiota perché “ex”? Mr. Stone buongiorno sono Brad e sono qui per… per… maledizione pensa a qualcosa di sensato. Mr. Stone sono… in quel momento la porta di legno si aprì e Mr. Stone, Harry Stone il campione, apparve sull’uscio ma prima ancora di lui apparve il suo nasone, il suo enorme grosso e rosso nasone! |
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Febbraio 2nd, 2008 by

GLS
| Corre sulla secca il pomeriggio tardi quando il sole comincia ad accarezzare la barafonda coi suoi raggi caldi e rincuoranti, un piacere per la vista e per il corpo. Corre e solleva schizzi d’acqua. Il pelo corto e rossiccio risplende al tramonto. Sembra un cane a batterie solari. Improvvisamente rallenta la corsa senza meta e annusa la sabbia bagnata. Trotterella di qua e di là in cerca di qualcosa. Si arresta soddisfatto e punta… intanto una coppia di mezza età si avvicina discutendo pacatamente e oltrepassa il cane “in ferma”. Anche loro si fermano e iniziano a raspare la secca. Ecco la preda… è il cannello, un mollusco curioso di forma cilindrica che gioca a nascondino coi suoi predatori. Il fiero bastardino dal pelo rosso riparte caricato dai raggi del sole e dal cospicuo bottino. La coppia di mezza età sorride e ricomincia a cercare cannelli in attesa della prossima “ferma”… contenti di farlo felice. |
| Photo by Dome & Lyrics by GiLS |
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Gennaio 8th, 2008 by

GLS
| Lo scoiattolo comune “Sciurus Vulgaris” si presenta con una pelliccia rosso-bruna o grigio-nera e misura circa 25cm più 20cm di coda. |
Habitat: predilige bici scassate talvolta senza ruote e manubri arrugginiti possibilmente parcheggiate in luoghi dimenticati dall’uomo.
Nutrimento: si nutre dell’affetto dei bambini come gli animali giocattolo in genere. |
| Photos & Info by Dr.GiLS & Mr. 17-70 |
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Gennaio 3rd, 2008 by

GLS
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Una rosa finta gettata in mare, immobile sulla sabbia bagnata
è assaporare il nettare della vita senza coglierne le sfumature
è guardarsi negli occhi e consumare la vita in un gesto
è testimone di tempi senza poesia, senza passione
è dimenticare di essere uomini. |
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