
Marzo 25th, 2008 by

Andrea Guerreri
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| Le donne di Valentino o i suoi vestiti? mi vien da pensare a questi ultimi per il semplice motivo che qui le donne non ci sono. Sono in realtà rappresentate dalla plastica levigata delle forme slanciate e aerodinamiche di manichini eretti quasi a presunti sostituti della femminilità di modelle sempre meno in carne e sempre più in ossa per la gioia degli stilisti, minimo sindacale e nessuna avrà da ridire su quanto sia stressante e faticosa la passerella.La rivoluzione industriale è storia, la rivoluzione che traghetterà l’uomo di carne e sangue verso il suo omonimo di fili e processori è prossima. La società immaginata da Fritz Lang non è più fantascienza e quando l’intelligenza artificiale si impadronirà della storia dell’uomo allora sarà davvero la fine. Le foto del Guerreri mi suggeriscono queste riflessioni. Una piramide rosso valentino che esalta il santo vestitore con a fianco la storia e sullo sfondo, oltre il vetro quasi fosse un’altra dimensione, il presente effimero. Inquadrature eccellenti che mettono in evidenza il binomio “uomo-macchina”, essi prendono vita si esaltano incitano aspirano ad essere qualcosa di più che semplici oggetti di plastica inanimata aspirano ad essere come il loro creatore.La sequenza di immagini si conclude con la seconda parte del reportage “I Riflessi” in cui “l’eletta” si troverà faccia a faccia col supremo in un gioco apocalittico di riflessi angeli ed erotismo. Ma il futuro è ancora incerto, è una porta socchiusa che lascia filtrare un raggio di luce sul presente e sulla storia dell’umanità… un raggio di luce sull’Ara Pacis. |
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